Isole Cook: Il paradiso dall’altra parte del mondo

Isole Cook: Il paradiso dall’altra parte del mondo

Oh, sì… le Isole Cook.
Credo che scriverò a lungo delle Isole Cook… un po’ perché ho ancora bisogno di metabolizzarle… un po’ perché ho davvero tanto da raccontare… un po’ perché spero che, grazie alla mia esperienza, decidiate di fare questo lungo viaggio per raggiungere queste isole magiche, certa che non ve ne pentirete.

Personalmente non conoscevo nulla delle Isole Cook prima di intraprendere questo giro del mondo. L’agenzia inglese del RWT mi aveva proposto le Fiji o le Cook e, visto che non le avevo mai sentite nominare, ho scelto subito le Cook. Per fortuna dò ascolto al mio istinto.

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Muri Beach a Rarotonga

Kia Orana, dicono qui. È il loro modo di dire “Buongiorno”, “Buonasera”, ma è anche di più. Un papa (come chiamano qui gli uomini) mi ha detto: “È il nostro augurio per una lunga vita”. Lo si dice con forza, con grinta, ed è davvero importante rispondere con un sonoro Kia Orana.

Mi conoscete abbastanza per sapere che se queste isole mi sono entrate nel cuore non è solo per le palme da cocco e le splendide spiagge.
L’altro giorno mentre fissavo l’Oceano oltre il reef (potrei stare ore in silenzio a guardare e ascoltare l’Oceano 😍), all’idea che dovevo lasciare tutto questo mi sono sentita un vuoto dentro. Finora non mi era mai capitato di arrivare alle lacrime pensando all’imminente partenza.

Che dirvi? Sono Isole di gioia, dove la prigione non ha controlli all’ingresso, nè poliziotti, nè cancelli chiusi (se non mi credete, guardate la foto qui in basso. L’ho fatta apposta perché ero allibita anche io).

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L’ingresso della prigione di Rarotonga

Del resto qui la criminalità è relegata a qualche rissa per alcol e a poco altro. Che poi, fatevi una domanda: secondo voi, chi ce l’ha portato l’alcol fin qui?

Isole dove sono le donne a comandare e con loro non si scherza, tanto che quando il governo ha cercato di far passare la legge per l’obbligo del casco, le Mamas sono riuscite a non farla passare. E sapete perché? Perché la domenica mattina vanno in chiesa con i loro bei cappellini decorati con fiori freschi e conchiglie. Potete immaginarvi con il casco come avrebbero potuto? E come potremmo dare loro torto?
Alla fine la legge è passata ma solo per i turisti. Le Mamas possono continuare ad andare a messa in motorino con le loro acconciature fiorite. Che poi sono sempre gli occidentali ad ubriacarsi e a fare gli incidenti. Non si sa come, siamo sempre noi a portare guai 😅

Isole dove le affissioni pubblicitarie portano il volto della gente che qui vive. Isole dove la terra appartiene solo ai locali, gli stranieri possono solo affittare. Isole in cui l’Oceano, la Pioggia, la Terra, il Vento puoi non solo osservarli nella loro potenza ma sentirli integrati con la gente, con te.

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La laguna di Aitutaki

Isole dove ho visto un culto dei morti molto sano. Sapete che le tombe sono nel giardino di casa? Nel posto dove chiunque passando possa vederle e, se non si vedono abbastanza, loro le decorano con fiori e luci. Insomma non puoi non notarle. E più la persona era amata e popolare, più tutto questo aumenta.
Io sinceramente ho trovato più serenità in questo modo di onorare i propri cari rispetto ai nostri lugubri e tristi cimiteri.

Isole in cui ti capita di assistere ad uno spettacolo sulla cultura locale e il giorno dopo trovarti uno degli attori che fa l’impiegato all’aeroporto. In abiti decisamente diversi ma sempre lui. Oppure il ragazzo del negozio di telefonia che il giorno dopo vende souvenir al mercato.

E poi ovviamente la Natura, rigogliosa, ingombrante, predominante. A Rarotonga le montagne e le piantagioni. Ad Aitutaki la laguna dalle 8 sfumature di blu… che poi è anche il mio colore preferito.
Se avete visto le mie foto e le stories su Instagram sapete bene di cosa sto parlando.

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La laguna di Aitutaki vista da una Vaka, la tipica imbarcazione Maori

Non vi ho ancora convinto?
Io credo proprio di sì ☺️

La mia socia un giorno, passeggiando, mi ha detto: “Vedi, mamma, qui comandano le donne e va tutto alla grande!”.

I maschietti non ce ne abbiano, ma ha proprio ragione.
ENJOY!

 

Ps. Per tutte le info sulle Isole Cook vi consiglio di visitare il sito ufficiale dell’ufficio del turismo www.cookislands.travel/it

 

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4 thoughts on “Isole Cook: Il paradiso dall’altra parte del mondo

  1. È pazzesco! Non immaginavo esistesse un posto del genere al mondo! Sembra utopia… ed insegna quanto noi donne siamo in grado di gestire il mondo 😉

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