BALI: STORIE DI PACE E DI SORRISI

BALI: STORIE DI PACE E DI SORRISI

So che mi conoscete abbastanza per sapere che questo non sarà un post su cosa fare e dove dormire a Bali nella maniera “tradizionale”.
Sì, in parte ve ne parlerò ma lo farò a modo mio, alcontrario 😉

Perchè lo sapete: sono le storie a colpirmi davvero, storie di esseri umani e dell’ambiente in cui vivono. 

Storie di gente sempre, e dico “sempre” col sorriso.

Come quella di Gede, il nostro driver, che per strada non si scompone mai.
Gli tagliano la strada, un motorino gli si infila da sinistra (qui si guida a destra), la macchina davanti si ferma di botto senza freccia e lui, senza fiatare (neanche uno sbuffo), mette la freccia e sorpassa. Al massimo fa uno squilletto di clacson.
Seeeee, ce lo vedete a Roma uno di noi che “non” reagisce così?
E quando gli chiedo con la domanda scema per eccellenza: “Ma perché voi sorridete sempre?” (cioè, voi vi rendete conto di che domande faccio?😅), lui con il suo sorriso pacato, risponde: “È la nostra cultura”.

Come la storia di Desi, moglie di Gede, che un giorno è venuta insieme al suo bimbo di 2 anni in tour con noi e che mi ha raccontato che a Bali, una volta l’anno, c’è il silence day, un giorno in cui nemmeno gli aerei possono volare e si può godere del totale silenzio… che mi ha raccontato di come ogni giorno le donne balinesi porgono offerte agli dei dentro e fuori la porta di casa perchè la giornata possa andare bene… che le si illuminano gli occhi quando passa davanti alle vetrine dei negozi per turisti… che scende un attimo dalla macchina e ritorna con dei regali per noi.

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Un angolo del Solo Villas

Come la storia di Laurie che viene dal Canada e gestisce il Solo Villas Resort, che ci ospita. La storia di una donna che ha deciso di investire nella cultura locale, di vivere nel rispetto delle tradizioni di chi lavora per lei. Una donna che proprio mentre eravamo qui è diventata nonna e la sua felicità esplodeva da ogni poro del viso. Una donna che ha cucinato la pasta per mia figlia perchè per lei cucinare per i bambini è la felicità più grande.

E il Solo Villas rispecchia esattamente questo suo spirito.

Un luogo incantato lontano da tutto. Vi dico soltanto che per arrivare qui c’è una stradina immersa nelle risaie che si può fare solo a piedi o in motorino.

Una stradina dove puoi incontrare un omino che realizza quadri di una bellezza mozzafiato e che ogni volta che incroci il suo sguardo, ti saluta giungendo le mani e inchinandosi.
Un posto dove nulla è lasciato al caso, ma in maniera del tutto naturale.

Un luogo speciale dove il silenzio è rotto solo dai suoni della natura, delle rane e degli uccelli, dall’acqua che scorre costante intorno a noi.
Non avete idea di quanto sia piacevole svegliarsi e guardare dalla propria finestra un’estensione infinita di risaie e qualche bungalow qui e là… di quanto sia ristoratore il bagnetto in piscina dopo la faticaccia dei tour intorno all’isola… di quanto sia appagante uscire dalla stanza ed essere accolte dai sorrisi discreti di chi qui ci lavora.

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La piscina del Solo Villas

Una sera ho chiesto a Putu (una donna dello staff) se la mattina dopo potevamo fare colazione alle 7 perché cominciavamo il tour presto e lei mi ha detto: “Sarò qui alle 6 per prepararla”. Io mi sono sentita in colpissima. Ho cominciato a balbettare: “Ma no, facciamo alle 7,15, dai”. E lei sempre con quel sorriso disarmante: “Sarò qui alle 6”.

Mia figlia dice che il suo “Your welcome (Prego)” sembra una musica ed ha proprio ragione.

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La vista dalla nostra camera da letto

Vi lascio il link al loro sito ➡️  http://www.solovillasbali.com/

Così potete dare un occhio anche alle foto dall’alto per rendervi conto della meraviglia del paesaggio qui intorno


E che dire delle location?

Ubud è una cittadina graziosa, turistica quanto basta. Niente a che vedere con la più popolare Kuta e gli altri posti affacciati sul mare. Del resto è per questo che l’ho scelta come base. Gli altri abitanti di Bali la definiscono “creativa” e posso confermare che la creatività scorre nelle vene dei suoi abitanti.

Di solito i turisti si fermano qui 2/3 giorni ma sono convinta che 2/3 giorni non bastino per assaporare questo luogo. È proprio la lentezza di questi 8 giorni che mi ha permesso di “sentire” le persone, i luoghi, i profumi, i gesti.

E sinceramente questo non mi ha impedito di girare tutta l’isola perchè Ubud si trova in una posizione centrale da cui si possono raggiungere facilmente le montagne a nord, come le spiagge a Sud.

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Un cucciolo di scimmia dentro la Foresta Sacra

Qui a Ubud la tappa fondamentale è la Sacred Monkey Forest che mi ha ricordato molto il nostro parco sacro di Bomarzo per via delle statue ritraenti figure mitologiche. La differenza principale è che questa foresta è abitata da una popolazione infinita di scimmie che, devo dire, sono abituate ai turisti e perciò non sono moleste come in altre parti di Bali.

Attente/i, però, a cosa mettete nelle tasche. Ho visto rubare banane, bottigliette e tutto quello che per loro era “interessante” 😂

Sicuramente addentrarsi nell’isola è la cosa che mi è piaciuta di più.

L’ Ulan Dani Bratan

Ore di macchina immerse nella vera Bali, dove i cartelli non conoscono più l’inglese ma solo la lingua locale. Le montagne e le cascate. I templi in luoghi già baciati da una bellezza naturale mozzafiato. Tutto questo e altro ho visto grazie a Gede che, mentre io ero distrutta dalla stanchezza, non si è mai fermato.

Vi porto qui e poi qui. Se volete anche qui”.

E per fortuna gli ho sempre detto di sì perché ogni volta ne è valsa la pena.

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Il Tanah Lot Temple

Tra tutti però il luogo che mi ha lasciato tanto dentro è il tempio di Uluwatu. Arroccato su una scogliera altissima. Una vista che ti rimane incisa nel cuore e una sensazione di sacralità che ho percepito solo in pochi altri luoghi al mondo.

Se venite a Bali, non potete perdervi l’appuntamento con il tramonto all’Uluwatu. Mi darete ragione, vedrete!

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Uluwatu temple

E per quanto riguarda le spiagge?

Personalmente sono due quelle che ho amato di più: Nusa Dua e Padang Padang.

Vi consiglio vivamente di scegliere guide locali quando visitate dei posti lontani da casa. Conoscerete meglio il luogo che state visitando e soprattutto persone che vi racconteranno tante meravigliose storie di vita.

Questo è il link del sito di Gede ➡️  https://www.balionlinetours.com/

Non dimenticate di salutare da parte mia tutta la sua famiglia se lo incontrerete.

 

Il resto lo lascio dire alle foto che mi sembra parlino meglio di me di quest’isola pacifica che tanto mi dispiace lasciare. Non pensavo sarebbe stato tanto dura andarsene da qui e invece è proprio così.

Devo confessarvi che era da tanto tempo che non mi sentivo così in pace come da quando sono qui. Come sempre mi ritrovo a ringraziare la vita per questa ritrovata sensazione di serenità.

ENJOY!

Ci risentiamo da Melbourne ☺️

 

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4 thoughts on “BALI: STORIE DI PACE E DI SORRISI

    1. In effetti Bali mi ha stupito particolarmente. Non so perchè non l’avevo presa in considerazione prima di questa volta come possibile meta. Per fortuna ci sono “capitata”

  1. Meraviglia (e invidia)… la sola cosa difficile e che forse farei fatica ad affrontare è questo continuo lascia e trova, prendi e molla, anche se con tempi proporzionati al luogo. Insomma un addio e un benvenuto viaggiano sempre a braccetto, io sono un po’ lenta in queste cose. Ti seguo… bellissimo racconto e anche le foto… :*

    1. Sto facendo fatica anch’io ma devi considerare che, di solito, le persone stanno in questi posti 2/3 giorni e io sto cercando di viverli in lentezza. Questo da un lato aiuta a respirare il luogo e le persone, dall’altro ti fa affezionare di più e fai più fatica a separartene… però posso assicurarti che ne vale la pena

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