Perché abbiamo bisogno di GOOD NEWS!

Perché abbiamo bisogno di GOOD NEWS!

Sì, sto parlando proprio di Good News, delle belle e sane Buone Notizie.

Di solito mi guardo bene dal parlare di attualità. Non è il mio mestiere e so che questa non è la sede giusta. Ma credo che per tutte/i noi sia stato impossibile non essere coinvolte/i dalla brutta avventura dell’albergo Rigopiano. In effetti lo siamo ancora.

È da qualche tempo ormai che faccio fatica a guardare i telegiornali. Lo confesso.

Soprattutto nelle ore in cui si mette qualcosa nello stomaco.

Mi rendo conto che sia giusto e necessario essere informati su quello che accade intorno a noi, nel mondo in cui viviamo, nel mondo in cui lavoriamo, facciamo crescere i nostri figli e ci sbattiamo per realizzare i nostri sogni.

È giusto essere informati, ma qualche volta mi viene in mente che ci sia una specie di “corsa alla disgrazia”.

Lo so, sto dicendo qualcosa di forte, e non voglio accusare i giornalisti di “cercare la notizia brutta che fa audience”. Ma qualche volta lo penso, lo ammetto.

Questa volta qualcosa è cambiato, e forse, mi auguro, farà cambiare la mentalità di chi fa informazione.

Questa volta l’audience l’ha avuta la Good News, la Buona Notizia. Il momento in cui sono state ritrovate vive le prime persone intrappolate nell’albergo. E poi il secondo ritrovamento. Questa volta l’audience l’hanno fatta i soccorritori, la loro gioia e gli sguardi nel momento in cui hanno tirato fuori quegli esseri umani.

Si è riaccesa in loro e in tutte/i noi la speranza e il desiderio di ritrovare anche le altre persone… vive.

Nell’ultimo anno ho fatto attenzione a quest’aspetto dell’informazione dei media. E sono andata a cercarmi altri “luoghi” di informazione.

alt= post N°82 - Good News

Luoghi, prevalentemente sul web, dove c’è chi parla non solo di catastrofi, politici ignoranti e omicidi.

Luoghi in cui si diffondono le Buone Notizie.

Luoghi in cui si parla soprattutto del buono che c’è in questo nostro mondo.

Luoghi che alimentano la speranza e la fiducia nella vita e nelle persone.

Siamo diventati un popolo cupo, sospettoso. La conquista della globalità ci ha fatto rinchiudere dentro confini inesistenti se non perché li abbiamo costruiti noi.

Abbiamo dimenticato che siamo un popolo di artisti, navigatori, scopritori del mondo e che, mischiandoci con il resto del mondo, abbiamo creato le cose più belle.

Abbiamo dimenticato che è la conoscenza la nostra più grande risorsa.

Conoscenza delle cose ma soprattutto dell’altro.

Conoscenza di una cultura diversa dalla mia.

Conoscenza di cucine differenti dalla mia.

Conoscenza di colori diversi dal mio.

Abbiamo dimenticato che il mondo intorno a noi è soprattutto un mondo di risorse, di grandi possibilità, di infinita speranza.

Ecco perché abbiamo bisogno di Good News.

PER RICORDARCELO.

PER NON DIMENTICARE.

PER RITROVARE OGNI GIORNO LA SPERANZA.

Per avere fiducia che il nostro non è soltanto il mondo triste e cattivo che ci vogliono far credere perché “fa audience”.

Che nel nostro mondo esiste quella parte oscura ed esiste anche la parte luminosa.

Come ho scritto nei ringraziamenti di Safari, “mi piace l’idea che felicità generi altra felicità”.

Sono assolutamente convinta che la felicità sia contagiosa Condividi il Tweet E MI AUGURO CHE QUESTO POTENTE VIRUS SI DIFFONDA IL PIÙ VELOCEMENTE POSSIBILE.

Mi auguro che possiamo mettere l’attenzione anche e soprattutto sulla luce, non sull’oscurità.

Mi auguro che smetteremo di lottare contro gli “altri” e che ci lasceremo contaminare da loro.

Mi auguro con tutta me stessa che invertiamo la tendenza, ora, non domani, che tempo da regalare al buio mi sembra proprio non ce ne sia più.

 

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