MATERIA E SPIRITO SONO SEPARATI?

MATERIA E SPIRITO SONO SEPARATI?

Questo post nasce da un commento al mio ultimo articolo. Un commento che aveva colto tra le righe come il post riguardasse materia e spirito.

Certo, è difficile non fare distinzioni tra le due cose. Siamo pur figlie e figli del pensiero illuminista. Ci hanno cresciuto tagliando un confine netto tra bene e male, tra cose e pensieri, tra mente e corpo.

Bazzico il pensiero orientale da quasi un ventennio, con molte zoppie e cadute, ma qualcosa ho tentato di imparare. Una delle cose che mi ha subito colpito di questa filosofia è proprio il concetto di non dualità. Niente separazione tra noi e l’ambiente, tra me e l’altro, tra la mia mente e il mio corpo.

Questo tra l’altro non è mica un pensiero astratto. Tutti i fisici ci dicono che quella che noi pensiamo aria e quindi vuoto, in realtà è materia. Noi siamo fatti di quella stessa materia, della stessa materia con cui è formata qualunque parte di questa terra e dell’universo. Semplicemente ci siamo aggregati in forme diverse. Ok, l’ho spiegato da “donna della strada”. Sicuramente non ho usato i termini corretti, ma la sostanza è chiara. Idem per gli oggetti.

Siamo corpi che si nutrono di cibo (=materia), che si coprono con vestiti (=materia) in inverno per il freddo, in estate per pudore… sì, va beh, non tutti ma, dai, parlo in generale 😉

Viviamo in una società che costruisce case, vende energia elettrica, produce servizi. Tutto materia.

Con questo non voglio lanciare un messaggio subliminale sul materialismo, avallando la corsa spietata agli acquisti di cose. Quella per me è stupidità. Ma sarebbe altrettanto stupido, ormai ne sono convinta, ritirarsi in un eremo e allontanarsi totalmente da quello che è la società che noi esseri umani abbiamo creato. Sbagliata o giusta che sia. Ho la convinzione che, se vogliamo cambiare le cose, è dentro la società stessa che possiamo farlo Condividi il Tweet non negandola o allontanandocene.

Qualche giorno fa mi sono imbattuta in un post di Chiara Santamaria, una blogger che seguo da molto tempo, di cui ho stima e che, con grazia ed eleganza, parlava di un argomento ancora purtroppo tabu. Alla fine con altrettanta discrezione ha citato l’azienda che ha sponsorizzato il post. Per queste ultime righe, alcune persone le hanno dato della markettara. In questo senso vi invito a leggere anche l’interessante post di Lefunkymamas (di cui condivido ogni parola, dalla prima all’ultima).

Ora io vi posso raccontare la mia esperienza e quello che penso al riguardo.

Foto post N°77- materia e spirito

Faccio un lavoro “artistico” da sempre, e spesso mi sono sentita dire: “Non c’è budget. Ma ti offro visibilità.” Il che andava anche bene all’inizio ma dopo 15 anni di esperienza e una bambina a carico, la cosa non funzionava più. Provate ad andare al supermercato, fare la spesa e, dopo aver riempito i vostri sacchettini, dire alla cassiera: “Non ho budget, ma la pago in visibilità”. Tentate di dirlo all’idraulico che è venuto a riparare lo scarico del water. Secondo voi, cosa vi risponderebbe? Non risponderebbe! Probabilmente vi riempirebbe di insulti astenendosi dal menarvi solo perché siete donne… o forse no.

La visibilità non paga le bollette. La visibilità non paga da mangiare. La visibilità non paga il mutuo. Non paga nemmeno la benzina o il biglietto dei mezzi per andare a lavoro (che poi di lavoro non si può trattare visto che non è retribuito). La visibilità certamente non paga la babysitter.

Ho questo blog da quasi 2 anni e per scrivere un post impiego almeno 3 giorni. A volte anche settimane se dietro c’è una ricerca e dello studio. E sono sicura che Chiara, Ju e le altre blogger che stimo, prendono il loro lavoro seriamente, con dedizione. Non vengono a fare i conti in tasca a chi lavora nel suo bell’ufficio. Sono persone oneste. Non rubano. Non uccidono. Fanno solo del loro meglio per realizzarsi come donne e professioniste. E a parer mio, lo fanno anche molto bene.

Sinceramente anche io mi auguro di potermi mantenere un giorno facendo quello che amo. E non di dover sempre combattere con chi non capisce una mazza dell’impegno che metto nel lavoro, per tirare fuori una somma decente.

La dovremmo finire con questi atteggiamenti polemici “di per sé”, che non portano a nulla.

E qui cerco di tornare al concetto di non dualità.

Corpo e mente, bene e male, io e l’altro, io e l’ambiente intorno a me. Sembriamo distinti senza esserlo. In verità siamo due diverse manifestazioni della stessa materia. Le due facce della stessa moneta. Se riuscissimo a sentire questo concetto nelle nostre viscere, perché forse la mente razionale non riesce a coglierlo, riusciremmo anche ad abbandonare quel senso di impotenza riguardo al cambiare le cose. Perché se tu sei parte di me, se la terra è parte di me, allora io ho il potere di interagire Condividi il Tweet di cambiare qualunque ambiente, qualunque relazione, qualunque fenomeno fisico.

Le separazioni in genere non portano a nulla di buono. Possono portare a litigi, a guerre, a botte. E questo soltanto perché non riusciamo a prenderci la totale responsabilità che bene e male coesistono contemporaneamente nelle nostre vite.

Tra pochi giorni è Natale e non credo alla favoletta che diventiamo tutte/i più buone/i, ma credo nel potenziale dell’essere umano.

Credo che se tutti facessimo una riflessione vera, concreta su noi stesse/i, sicuramente andremmo in una direzione migliore.

Tutto qui!

 

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3 thoughts on “MATERIA E SPIRITO SONO SEPARATI?

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