LA SICILIANA “ATIPICA”

LA SICILIANA “ATIPICA”

CI RISIAMO!

Voi che capitate tra queste pagine, ci siete già passate/i.

Ci hanno detto e ripetuto fino alla nausea che siamo strane/i, qualche volta “particolari” (che poi non sai mai se “particolare” sia un complimento o un modo gentile per additare la tua “alcontrarietà”).

Insomma LO SO che noi, animealcontrario, non siamo facili da catalogare, ma questa ancora mi mancava.

«Sei proprio una siciliana atipica!», mi è stato sentenziato questo weekend. I motivi?

  1. Odio stare come le lucertole ad arrostirmi sotto il sole per 4 ore.
  2. Non amo fare il bagno nelle piscine piene di cloro e di italiani schiamazzanti.

Per questi due dettagli sono stata definita “atipica”.

Il termine mi è risuonato nella testa per un po’, finché mi sono ricordata di certi personaggi, STRANI, PER CARITÀ, ma anche illustri, interessanti e, guarda un po’,  siciliani.

E mi sono detta: “Ma sarà che non sono poi una sicula così atipica?”

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La chiesa a cielo aperto di San Giovanni alle Catacombe

C’era un certo Ettore Majorana, illustre fisico, di cui non si può certo dire fosse un festaiolo. Suvvia! Se ne stava spesso in casa, non amava ricevere visite e, se qualcuno gli scriveva una lettera, rispondeva “si respinge per morte del destinatario”. Non ditemi che dopo questa, non vi è simpatico. A me da morire 😉

 

C’era anche un certo scrittore, tal Pirandello. Un insonne, uno che da ragazzino faceva fatica a comunicare con i “grandi”. Questo siciliano che parla dell’umorismo come del “sentimento del contrario” (vi ricorda qualcosa?!), era un fine conoscitore della psiche umana, e sosteneva che la follia era l’unico modo per riappropriarsi della nostra identità. Pensa te, questo signore ha vinto anche un Nobel. Che strano, eh?!

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Un tramonto siracusano

Tra tali “atipici” siciliani c’era anche un Sig. Bellini, dalla cui penna nacque “La Casta diva”. Di lui si racconta che fosse un vero campione di gaffes, perché pur non conoscendo bene le lingue straniere, francesizzava i vocaboli italiani e siciliani, creando situazioni tra il panico e la risata folle. Come avrei voluto essere in quei salotti!

 

Uh, non dimentichiamo il verista, Mr Giovanni Verga che, di nascosto, negli anni in cui la fotografia era mal vista dalla letteratura, se ne andava in giro a fotografare volti scavati, rugosi, testimoni di dure condizioni di vita. Che mito!

 

Lasciatemi concludere con un ATIPICISSIMO siciliano. Di lui si dice fosse un introverso, un rude, un uomo generoso che non era abituato a gesti affettuosi, un passeggiatore silenzioso. Peccato che tanta atipicità abbia cambiato radicalmente il volto della mia terra, e in meglio, mio caro Giovanni!

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La vista del mare dove faccio il bagno da quando ero una bambina

Che dire?

Sì, probabilmente è vero, sono e resterò una siciliana atipica.

Una di quelle che butta l’asciugamano sullo scoglio, si tuffa nel suo mare trasparente, risale, riprende l’asciugamano e se ne va. Una di quelle che trova tracce della sua terra nel bisogno viscerale di scoprire paesi nuovi aldilà dell’oceano.

Sono una di quelle che, anche se hanno le scarpe inadatte e un vestitino carino, prendono la macchina fotografica e imboccano il sentiero sterrato in nome soltanto di una forte curiosità.

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Pronta per perlustrare la zona 😉

E quando mi ritrovo sola, in mezzo al bosco, con gli uccellini e le lucertole che mi accompagnano lungo il tragitto, mi rendo conto che SONO ASSOLUTAMENTE FORTUNATA AD ESSERE NATA ATIPICA.

E poi, a quanto pare, mie care donnealcontrario e uominialcontrario, siamo in ottima compagnia!

Voi che ne dite? Siete atipiche come me? E in cosa?

Sono curiosa di sapere quanta eterogeneità c’è aldilà di questo schermo.

 

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